Circolare con Targhe estere in Italia, ora è vietato per i residenti

Agenzia GAMMA Importazioni 4' di lettura

Con la conversione in legge del Decreto Sicurezza (DL 113/2018), entrata in vigore il 4/12/2018 (il cosiddetto Decreto Salvini) in Italia è vietato circolare con Targhe estere anche quando si guida l’auto intestata a un parente o ad un amico che abita all’estero. È un effetto della stretta inserita nel Codice della strada contro i “furbetti della targa estera”.

La norma è cambiata con legge la nuova legge 238/2021. Vedi l’aggiornamento sul nuovo REVE:

REVE

Il nuovo REgistro Veicoli Esteri
iscrizione obbligatoria per veicoli con targhe estere utilizzati da soggetti residenti in Italia.

Le norme riportate in questa pagina sono cambiate con la nuova legge.

Chi è in multa?

Le modifiche dell’art. 93 vietano a chi ha la residenza in Italia da più di 60 giorni di circolare con veicoli immatricolati all’estero, salvo alcune particolari eccezioni (ossia la disponibilità dei veicoli in particolari forme documentate di leasing, noleggio o comodato)

IN ESTREMA SINTESI:
chi è residente in Italia da oltre 60 giorni:
NON PUÒ guidare in Italia un veicolo con Targa estera (art. 93, comma 1-bis):

  • se il veicolo è intestato a nome di un parente, un amico o un collega (neanche se munito di Delega)

Cosa si deve fare?

Chi non è in regola con le nuove disposizione deve immediatamente richiedere la Reimmatricolazione in Italia con Targhe italiane.

La nostra Agenzia è specializzata in tutte le pratiche automobilistiche (legali, fiscali e amministrative) necessarie all’importazione di veicoli dall’Estero ed alla reimmatricolazione in Italia con Targhe italiane:

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Scopri come reimmatricolare in Italia un'auto con Targhe estere

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Eccezioni

Uniche eccezioni per chi è residente in Italia da oltre 60 giorni, sono alcune forme documentate di leasing, noleggio o comodato; ossia:

PUÒ guidare in Italia un veicolo con Targa estera (art. 93, comma 1-ter):

  • se il veicolo è intestato ad una Società di Leasing o di Noleggio con sede all’estero (e che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva). (*)
  • se il veicolo è intestato ad una Società con sede all’estero (e che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva), ma solo se il guidatore è un dipendente o collaboratore della Società ed ha ottenuto il veicolo in Comodato. (*)

(*) in questi casi a bordo del veicolo deve essere custodito un documento, sottoscritto dalla Società estera e recante data certa (per esempio, autenticato da un notaio), dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo.


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