
Radiazione per demolizione veicoli con fermo amministrativo
L’ACI/PRA ha diffuso il 19 febbraio 2026 – alla vigilia dell’entrata in vigore della nuova normativa – una prima circolare informativa sulle novità introdotte dalla Legge 26 gennaio 2026, n. 14, che dal 20 febbraio consente la radiazione per demolizione dei veicoli gravati da fermo amministrativo, a determinate condizioni.
Una riforma attesa, che supera un vincolo storico, ma che apre anche a interrogativi applicativi destinati a coinvolgere direttamente i Comuni.
Indice
Cosa cambia dal 20 febbraio 2026
Fino ad oggi, la presenza di un fermo amministrativo costituiva un ostacolo alla cancellazione dal PRA del veicolo destinato alla demolizione.
Con la nuova legge, invece, l’iscrizione del fermo non è più elemento ostativo alla radiazione per demolizione, purché la pratica sia corredata da una specifica “Attestazione di inutilizzabilità”, documento introdotto ex novo dalla riforma.
La disposizione riguarda:
- Veicoli conferiti volontariamente dal proprietario a un centro di raccolta;
- Veicoli rinvenuti da organi pubblici o non reclamati;
- Veicoli acquisiti per occupazione.
Resta invece esclusa la radiazione per esportazione, che continua a essere preclusa in presenza di fermo amministrativo.
L’“Attestazione di inutilizzabilità”: il nuovo passaggio chiave
La vera novità operativa è l’introduzione dell’Attestazione di inutilizzabilità, documento necessario per ottenere la cancellazione dal PRA in presenza di fermo amministrativo.
Secondo quanto chiarito dalla circolare:
- Si tratta di un servizio a domanda individuale;
- È soggetto a tariffa;
- Le modalità organizzative e l’importo sono stabiliti dai singoli Comuni.
In altre parole, la legge crea il diritto alla demolizione, ma rimette ai Comuni la disciplina concreta dell’accesso al nuovo istituto.
Le linee guida ANCI in arrivo
Durante la Conferenza Stampa del 26 febbraio scorso, le Amministrazioni coinvolte – e in particolare l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) – hanno annunciato l’avvio di un lavoro congiunto per predisporre linee guida nazionali.
L’obiettivo dichiarato è duplice:
- Fornire criteri omogenei per la determinazione delle tariffe;
- Definire parametri condivisi per il riconoscimento dell’“inutilizzabilità” del veicolo.
Un passaggio non secondario, considerando che la legge entra in vigore prima dell’adozione di tali linee guida.
Il primo nodo: quale Comune è competente?
Ed è proprio qui che si apre il primo, concreto interrogativo operativo.
Per ottenere l’Attestazione – che con ogni probabilità presupporrà un sopralluogo per accertare lo stato di inutilizzabilità del mezzo – quale Comune dovrà essere interpellato?
Due le possibili interpretazioni:
- Il Comune di residenza del proprietario
Questa soluzione privilegerebbe il criterio soggettivo, collegando la competenza al titolare del veicolo. - Il Comune nel cui territorio si trova il veicolo
Ipotesi che appare, sotto il profilo pratico, maggiormente coerente con la necessità di un accertamento materiale sul mezzo.
La circolare ACI/PRA chiarisce che per i veicoli rinvenuti da organi pubblici l’attestazione è rilasciata dalla Polizia Locale o dall’ente proprietario della strada, ma non disciplina espressamente il caso dei veicoli conferiti volontariamente dal proprietario quando il mezzo si trovi in un Comune diverso da quello di residenza.
Una norma innovativa, ma ancora in fase di assestamento
La Legge 14/2026 rappresenta senza dubbio un passo avanti: consente di superare situazioni paradossali in cui veicoli ormai inutilizzabili rimanevano formalmente iscritti al PRA per la sola presenza del fermo amministrativo.
Tuttavia, l’effettiva applicazione della norma dipenderà:
- Dalla rapidità con cui verranno definite le linee guida ANCI;
- Dalle scelte organizzative dei singoli Comuni;
- Dai chiarimenti interpretativi attesi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nel frattempo, in questa fase iniziale, chi intenda procedere alla demolizione di un veicolo con fermo amministrativo dovrà necessariamente confrontarsi con il Comune, verificando preventivamente modalità, costi e competenza territoriale.
Una riforma entrata in vigore, dunque, ma ancora alla ricerca di un equilibrio operativo.




























