Targa Personale

In arrivo la Targa Personale? Seguirà l’intestatario e non più il veicolo.

Agenzia GAMMA Normative

Si ricomincia a parlare di Targa Personale. Attenzione Personale (non personalizzata): ossia la targa seguirà l’intestatario e non più il veicolo. Lo ha proposto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, deciso a riesumare una norma (già prevista dalla mini-riforma del Codice della strada del 2010) ma mai attuata. Così ha fatto scrivere uno schema di regolamento che dovrebbe essere varato nel prossimo Consiglio dei ministri.

Come funzionerà?

Il principio-cardine del nuovo sistema è analogo a quello introdotto nel 2006 per i ciclomotori: ossia la targa seguirà l’intestatario e non più il veicolo.

  • Chi compra un veicolo NUOVO dovrebbe ottenerlo completo di una targa nuova come oggi, ma quella diventerà la sua targa personale da quel momento per i successivi 15 anni, dopo i quali alla prima pratica burocratica che coinvolge la carta di circolazione dovrebbe chiedere il rinnovo della targa (che verrebbe ristampata uguale).
  • Quando lo stesso soggetto dovesse acquistare un altro veicolo nuovo, dovrebbe mantenere la stessa targa del veicolo che restituisce. Così dovrebbe segnalare al concessionario che ne ha già una, in modo che questo mezzo gli venga consegnato senza essere dotato di una targa ulteriore.
  • In caso di passaggio di proprietà di un USATO, invece, la targa del mezzo dovrebbe restare al cedente, mentre l’acquirente dovrebbe mettere quella che aveva sul suo veicolo precedente (se non ne aveva o se intende tenersi anche il mezzo vecchio, dovrebbe chiedere una nuova targa).

Ogni abbinamento targa-veicolo va registrato nelle banche dati pubbliche e chi possiede più mezzi deve essere intestatario di altrettante targhe. Dunque, nessun sistema “alla Svizzera”, dove si può anche avere una sola targa e passarla senza formalità da un veicolo all’altro.

Ma porterà dei benefici?

Probabilmente se la novità era rimasta ferma per quasi un decennio, c’era un motivo concreto: ci si era resi conto che avrebbe portato pochi benefici, a fronte di varie complicazioni.

l risparmio sarebbe di 41,78 euro, ma si dovrebbero staccare e riattaccare le targhe, operazione non facilissima per tutti… e probabilmente non sempre gradita: si pensi a chi dovesse acquistare un’auto nuova e fiammante e dover montare sulla stessa delle targhe vecchie e rovinate.

Il risparmio si configurerebbe realmente solo se un soggetto cambiasse veicolo frequentemente.

Ulteriore dimostrazione viene dal fatto che sono appena quattro in Europa gli Stati che hanno un sistema di targatura di questo genere. E sono tutti piccoli: Austria, Belgio, Slovacchia e Svizzera. L’Olanda valutò di adottare questo sistema, ma senza ravvisare benefici.

GUARDA IL VIDEO – Le targhe saranno personali: seguiranno l’intestatario e non più il veicolo

Casi particolari

  • Quando si vende (o si radia) un veicolo senza acquistarne un altro: la targa personale andrà staccata anche in questo caso, ma il suo intestatario avrà un anno di tempo, dopodiché, scatterà la «disattivazione» d’ufficio della targa, che quindi non potrà essere più abbinata ad alcun veicolo. A qual punto, il titolare sarà tenuto a restituirla alla Motorizzazione
  • Per i veicoli d’interesse storico e collezionistico (quindi con le caratteristiche previste dall’articolo 60, comma 4, del Codice della strada) è prevista un’eccezione: manterranno sempre e comunque la targa attuale.

Personale non significa personalizzata

Attenzione: la targa personale non c’entra nulla con la targa personalizzata. La prima ha una sequenza di lettere e numeri assegnata casualmente e segue l’intestatario. La seconda ha una sequenza scelta dall’intestatario.

Per la verità, in teoria l’Italia ha anche la targa personalizzata, addirittura da 17 anni (Dlgs 9/2002, che introdusse nell’articolo 100 del Codice il comma 8). Ma anche in questo caso mancano le norme attuative: a parte le difficoltà pratiche, si è reputato che interessasse a pochi.

Lo scenario attuale

Oggi la targa personale viene riproposta nel bel mezzo di un’altra operazione complicata: il varo del «Documento unico di circolazione» (il DUC, incorporazione del certificato di proprietà e della carta di circolazione). È quel poco che resta dell’ambizioso progetto del governo Renzi di abolire il Pra e da un paio d’anni ha complicato il quadro. Tanto che era prevista inizialmente per il 1° luglio 2018 ed è stata prorogata prima al 1° gennaio 2019 e poi al 1° gennaio 2020. Ora la targa personale potrebbe essere un’ulteriore complicazione.