Documento Unico di Circolazione – Conto alla rovescia [in continuo AGGIORNAMENTO]

Agenzia GAMMA Normative

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 98 che introduce, dall’1 luglio 2018 1 gennaio 2019, il Documento Unico di Circolazione per gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.

Aggiornamento
La Legge di Bilancio 2018 ha differito l’entrata in vigore del Documento Unico di Circolazione: dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019.

Si ferma quindi per 6 mesi il conto alla rovescia per il rilascio del DUC, che sostituisce i due documenti attualmente previsti, cioè la Carta di Circolazione (Motorizzazione) e il Certificato di Proprietà (Pra): la nuova data prevista era il 1° gennaio 2019, poi nuovamente prorogata al 1° gennaio 2020.

Un solo documento. Una semplificazione per i cittadiniMarianna Madia
La nuova “Carta di circolazione” sostituirà i due documenti attuali: il certificato di proprietà del veicolo, di competenza dell’Aci, e il libretto di circolazione prodotto dalla Motorizzazione civile, come previsto negli altri Paesi europei, e consentirà di ottimizzare i costi di produzione, archiviazione e controllo a carico dell’amministrazione.

All’unico documento, inoltre, corrisponderà una tariffa unica, che sostituirà i diritti di Motorizzazione e gli emolumenti per l’iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Manterranno validità le carte di circolazione rilasciate anteriormente all’entrata in vigore del decreto ed anche quelle rilasciate successivamente, fino all’1 luglio 2018, 1 gennaio 2019 1 gennaio 2020.

Sarà necessaria l’approvazione di alcuni decreti attuativi per dare seguito alle nuove procedure e stabilire le nuove tariffe (probabilmente entro il 30 aprile 2018).

Approvate le nuove procedure – 12 febbraio 2018

Approvate le nuove procedure finalizzate all’annotazione sulla carta di circolazione, quale documento unico di circolazione e di proprietà istituito con decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 98, relativi alla situazione giuridico-patrimoniale dei veicoli, alla sussistenza di privilegi e ipoteche, di provvedimenti amministrativi e giudiziari, annotati presso il PRA, che incidono sulla proprietà e sulla disponibilità dei veicoli stessi, nonché di provvedimenti di fermo amministrativo.

Decreto Interdirigenziale – 23 ottobre 2017
(G.U. n. 264 dell’11.11.2017)

OGGETTO: Modalità di annotazione, nel documento unico di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, dei dati richiesti dall’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 98

Cosa succederà di fatto

Scompare il CDP (Certificato Di Proprietà)

In pratica dovrebbe scomparire il vecchio Certificato di proprietà, sia nella versione cartacea sia in quella digitale. L’annotazione della proprietà del veicolo dovrebbe essere inserita nella carta di circolazione, l’unico documento riconosciuto a livello internazionale e disciplinato da una direttiva europea (il certificato di proprietà è una peculiarità tutta italiana).

Il documento unico di circolazione e proprietà è realtà.

Il governo ha approvato il decreto legislativo che attua una delle deleghe contenute nella legge di riforma della pubblica amministrazione dell’agosto 2015 (legge 124/2015, articolo 8), quella, appunto, che prevedeva il superamento del doppio documento,

  • la carta di circolazione, rilasciata dalla Motorizzazione civile,
  • e il certificato di proprietà, rilasciato dal Pubblico registro automobilistico gestito dall’Aci.

Da giugno 2018 gennaio 2019 il doppio regime scomparirà. Nella “nuova” carta di circolazione, che sarà rilasciata dalla Motorizzazione civile, saranno annotati anche eventuali gravami e fermi amministrativi, informazioni che continueranno a essere raccolte dal Pra.

Il risparmio per i cittadini

Se sarà confermato, si risparmieranno 39,00 euro, cioè:

  • 32,00 euro di imposta di bollo sul certificato di proprietà (che dovrebbe essere del tutto eliminato, trasferendo sulla carta di circolazione tutte le indicazioni relative alla proprietà, quindi anche le ipoteche e le altre situazioni giuridiche che incidono sulla disponibilità del veicolo e la sua funzione di garanzia di crediti, per esempio i fermi amministrativi);
  • 7,00 euro dovrebbero essere sottratti dagli emolumenti Pra.

Resta il PRA (Pubblico Registro Automobilistico)

Non si arriverà, invece, all’auspicato archivio unico. L’Archivio nazionale veicoli (Anv) del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Pubblico registro automobilistico (Pra) dell’Aci resteranno separati e continueranno a operare in parallelo.

Il Pra non scompare, eventualità peraltro prevista dalla stessa legge Madia, ma sarà fortemente depotenziato.

Per il momento nulla di fatto sull’archivio unico, quello di cui parlava l’Autorità Antitrust il 7 febbraio 2017 nella richiesta di istituzione di un’agenzia in cui dovrebbero confluire le funzioni del Ministero dei Trasporti e di Aci: l’Archivio nazionale veicoli (Anv) del ministero del Mit e il Pra dell’Aci resteranno quindi separati.

Gli uffici Pra avranno uno status giuridico che al momento non appare chiaro, per cui non si esclude che diventi possibile anche per l’Aci (che gestisce il Pra) incassare un compenso aggiuntivo. Di questo l’Aci rischia di aver bisogno per sopravvivere: attualmente si regge con gli emolumenti Pra (euro 27,00 per ogni pratica), che però con la riforma potrebbero essere introitati dal ministero dell’Economia e rigirati all’ente solo per la parte strettamente necessaria a coprire il funzionamento del Pra, creando quindi problemi a coprirne le spese del resto delle attività Aci.

Come avverrà il cambiamento

Per i veicoli nuovi

Se non interverranno modifiche nei passaggi successivi dell’iter del Dlgs (e se non ci saranno contenziosi tra ministero delle Infrastrutture e trasporti e Aci), auto, moto e mezzi pesanti (i ciclomotori, cioè motorini e microcar, non sono soggetti a questo regime, quindi per loro non cambia nulla) immatricolati dal 1° giugno 2018 1° gennaio 2019 saranno consegnati con la sola carta di circolazione, che avrà anche la funzione attualmente svolta dal certificato di proprietà.

Per i veicoli usati

Tutti i veicoli già in circolazione resteranno con i loro documenti attuali, fino al momento in cui cambieranno proprietario o subiranno comunque una modifica giuridica o tecnica che richiede l’emissione di una nuova carta di circolazione.

Fisco e adempimenti vari

Per i veicoli sui quali il bollo non risulta pagato per almeno tre anni consecutivi, si potrà applicare senza le attuali incertezze la radiazione d’ufficio prevista dall’articolo 96 del Codice della strada: la norma viene corretta togliendo all’Aci e attribuendo alle Regioni (attuali titolari della gestione della tassa) la competenza di procedere e quindi si rimuove l’ostacolo che finora ha limitato a Lombardia, Lazio e Puglia l’applicazione pratica.